{"id":8639,"date":"2020-05-05T20:17:56","date_gmt":"2020-05-05T18:17:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/?p=8639"},"modified":"2020-05-14T12:19:27","modified_gmt":"2020-05-14T10:19:27","slug":"cucina-tradizionale-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/cucina-tradizionale-romana\/","title":{"rendered":"Cucina Tradizionale Romana"},"content":{"rendered":"<p><strong>Stai progettando un viaggio<\/strong> nella splendida <strong>Roma<\/strong> per scoprire il patrimonio storico, artistico e gastronomico-culturale della <strong>Citt\u00e0 Eterna<\/strong>? \u2026anticipiamo che \u00e8 impossibile visitare &#8220;La Grande Bellezza&#8221; e resistere alle succulente specialit\u00e0.<\/p>\n<p>La <strong>Cucina Tradizionale Romana<\/strong> ha origini molto antiche, strettamente collegata alle vicende storiche, culturali e religiose della citt\u00e0, basata su prodotti locali, dai sapori rustici e tradizionali.<\/p>\n<p>Nella Roma Imperiale (509 a.C. | 27 a.C.) e Repubblicana (27 a.C. | 476 d.C.) la <strong>cucina del volgo<\/strong> poteva contare solo su un unico pasto giornaliero, costituito da: cereali (frumento e orzo), ortaggi, legumi, erbe lassative ed olive; nello stesso periodo, chi poteva permetterselo, divideva la giornata in tre pasti, i primi 2 semplici e frugali:<\/p>\n<p>\u2013 <strong>Prima Colazione<\/strong> (\u201cientaculum\u201d) spesso gli avanzi della sera oppure prodotti a base di focacce, miele e vino;<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Seconda Colazione<\/strong> (\u201cprandium\u201d) consumata in piedi che prevedeva: legumi, fichi, olive, alici in salamoia, formaggi di pecora o di capra, spiedini a base di carne o pesce alla griglia, il tutto accompagnato dal \u201cmulsum\u201d, bevanda di vino miscelata al miele;<\/p>\n<p>\u2013 <strong>la Cena, la \u201ccoena\u201d<\/strong> \u00e8 la curiosa consumazione dei ricchi che poteva durare anche molte ore allietata da canti, danze e musica. Inizialmente la padrona di casa allestiva i banchetti con l\u2019aiuto delle schiave, in seguito fanno bella comparsa i cuochi (\u201ccoqui\u201d) che si facevano aiutare in cucina dai \u201cculinarii\u201d, poi i pasticceri (\u201cpistores\u201d) e gli addetti ai fornelli (\u201cfornacarii\u201d). Sul tavolo, posizionato nella stanza da pranzo, erano disposte le vivande e attorno le sedute (\u201clecti tricliniares\u201d), destinate a celebrare il \u201crito\u201d della cena. I commensali consumavano il cibo sdraiati sui triclini, con il gomito sinistro poggiato sul cuscino, il piatto tenuto con la mano sinistra, mentre con la destra si portavano alla bocca le pietanze. Di solito gli ospiti che partecipavano alla \u201ccoena\u201d erano in nove o multipli di nove. I ceci aprivano il pasto serale ed erano proposti caldi, in ciotoline di coccio, e conditi con olio. Le portate che seguivano erano a base pesce, carne, frutta e dolciumi. La serata continuava con il simposio, in cui alla mescita di vino solitamente annacquato, si accompagnavano cibi piccanti che stimolavano la sete.<\/p>\n<p>In epoca romana l&#8217;<strong>olio d&#8217;oliva<\/strong> era gi\u00e0 diffuso e veniva utilizzato oltre che per l\u2019alimentazione anche per uso medico e per l\u2019illuminazione. Al tempo, questo meraviglioso prodotto, veniva importato dalla Baetica (odierna Andalusia) e dall&#8217;Africa settentrionale. Le anfore utilizzate per il trasporto, hanno formato in circa tre secoli una collinetta artificiale: il <a href=\"http:\/\/www.sovraintendenzaroma.it\/i_luoghi\/roma_antica\/monumenti\/monte_testaccio\">Monte Testaccio<\/a>, detto appunto &#8220;Monte dei Cocci&#8221; un sito archeologico unico nel suo genere. Non pu\u00f2 mancare di essere citato il celebre generale romano <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucio_Licinio_Lucullo\">Lucio Licinio Lucullo<\/a> (117 ac &#8211; 56 ac) a lui \u00e8 riconducibile il detto: \u201c<em>tavola luculliana<\/em>\u201d. E&#8217; passato alla storia per la predilezione della buona tavola e per l&#8217;arte del banchettare oltre che per quella delle armi e dello studio. Possedeva una splendida villa alle falde del <a href=\"http:\/\/www.tuscoloparcoarcheologicoculturale.it\/it\/il-parco-archeologico-culturale\/\">Tuscolo<\/a> dove si dilettava ad invitare amici, quali <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marco_Tullio_Cicerone\">Marco Tullio <span style=\"color: #21759b;\"><i>Cicerone <\/i><\/span><\/a>e <a href=\"https:\/\/divinacommedia.weebly.com\/catone.html\"><em>Catone l&#8217;Uticense<\/em><\/a> (&#8230;di quest&#8217;ultimo Dante Alighieri ne far\u00e0 il custode del Purgatorio nella Divina Commedia). Lucullo prima di deliziare i suoi ospiti con i suoi sontuosi e sofisticati conviti, dove il vino Tuscolano era servito senza riserve, mostrava la sua fornitissima biblioteca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8722 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana5.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"707\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana5.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana5-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana5-768x603.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p>La storia della <strong>Cucina Romana pi\u00f9 recente<\/strong> oltre ad essere influenzata dalle regioni confinanti, viene tramandata di generazione in generazione in ambito familiare, conservando ancora la semplicit\u00e0 di cucina popolare, di derivazione rurale e contadina grazie alla prosperosa e fertile terra del Lazio da cui nascono piatti tipici, a base di verdure e legumi, ottenuti con prodotti genuini e di prima scelta protagonisti in diverse pietanze appetitose come:<\/p>\n<p>le <strong>Puntarelle alla Romana<\/strong>, un particolare tipo di cicoria tagliate in strisce lunghe e sottili, servite a crudo con una salsa a base di olio, aglio e acciughe.<\/p>\n<div id=\"attachment_8723\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8723\" class=\"wp-image-8723 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana4.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"849\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana4.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana4-300x283.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana4-768x724.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8723\" class=\"wp-caption-text\">Ph Susanna Guidi @susannaguidi54<\/p><\/div>\n<p>Le patate con cui si realizza la deliziosa <strong>Frittata di Patate<\/strong> considerata da sempre, nell&#8217;immaginario popolare collettivo, un piatto economico. Per la sua esecuzione, non \u00e8 previsto l\u2019utilizzo di uova bens\u00ec: patate, cipolla gialla, peperoncino pomodoro pelato, olio extra vergine di oliva, sale pepe e vino bianco secco (Frascati).<\/p>\n<div id=\"attachment_8724\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8724\" class=\"wp-image-8724 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana3.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"752\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana3.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana3-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana3-768x642.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8724\" class=\"wp-caption-text\">Ph Instagram Giorgio Fosci @dirtyfigUn<\/p><\/div>\n<p>piatto decisamente invernale, derivante dalla gastronomia povera romana, \u00e8 rappresentato dai <strong>Fagioli con le Cotiche<\/strong> una proposta tanto semplice quanto ricca di sapore. In questo caso il taglio di carne utilizzato \u00e8 la <strong>cotica<\/strong> ovvero la cotenna del maiale un pezzo di scarto che diventa l\u2019ingrediente fondamentale del famoso piatto romano.<\/p>\n<p>Il Broccolo Romanesco, con le sue caratteristiche \u201ccimette\u201d ad alberello di Natale insieme alla Zucchina Romanesca con la superficie rugosa e dall&#8217;aspetto corto e spesso, vengono utilizzati per realizzare uno dei piatti delle feste: il <strong>Fritto Misto alla Romana<\/strong> che vede l\u2019utilizzo di un mix di verdure di stagione e alcuni tagli del vitello.<\/p>\n<div id=\"attachment_8725\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8725\" class=\"wp-image-8725 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana2.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana2.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana2-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8725\" class=\"wp-caption-text\">Broccolo Romanesco<\/p><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8727 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana6.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana6.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana6-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-romana6-768x594.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/cameradicommerciolatina.it\/category\/ck297-promozione\/prodotto-dop-e-igp\/carciofo-romanesco-del-lazio-igp\/\"><strong>carciofo romanesco <\/strong><\/a>\u00a0\u00e8 un prodotto IGP, ingrediente principe della cucina del territorio e fiore all&#8217;occhiello dell\u2019ortofrutta laziale nella variet\u00e0 della \u2018<em>mammola<\/em>\u2019, anche detto \u2018<em>cimarolo<\/em>\u2019 \u00e8 privo delle classiche spine. Questo ortaggio \u00e8 stato introdotto in Italia nel XV secolo, ad opera degli arabi. E&#8217; presente in due ricette romane molto antiche: i <strong>Carciofi alla Giudia<\/strong> di ispirazione ebraica che ha fatto la sua comparsa nel ghetto della capitale intorno al XVI secolo e la ricetta consiste nel friggere il carciofo, dopo averlo tornito ed allargato le foglie ed immerso in olio bollente fino a che il cuore non si sia cotto (circa 8 minuti), successivamente si procede ad innalzare la fiamma per renderlo croccante.<\/p>\n<div id=\"attachment_8650\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8650\" class=\"wp-image-8650 size-large\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/carciofo-giudia-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/carciofo-giudia.jpg 1024w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/carciofo-giudia-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/carciofo-giudia-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-8650\" class=\"wp-caption-text\">Carciofo alla Giudia<\/p><\/div>\n<p>Il<strong> Carciofi alla Romana <\/strong>invece si cuoce l&#8217;ortaggio in un tegame a fuoco medio per circa 30 minuti, con un ripieno di aglio, prezzemolo e mentuccia romana, all&#8217;interno.<\/p>\n<p>Entrambe le ricette prevedono la cottura del carciofo intero e ci\u00f2 che distingue le due ricette \u00e8 la modalit\u00e0 di cottura.<\/p>\n<div id=\"attachment_8651\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8651\" class=\"wp-image-8651 size-large\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Carciofi_alla_Romana-1024x633.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"633\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Carciofi_alla_Romana-1024x633.jpg 1024w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Carciofi_alla_Romana-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Carciofi_alla_Romana-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-8651\" class=\"wp-caption-text\">Carciofi alla Romana<\/p><\/div>\n<p>Una pietanza fresca e gustosa che celebra la primavera \u00e8 la <strong>Vignarola, <\/strong>composta da una combinazione di ortaggi di stagione: fave, piselli, carciofi, lattuga, cipolle novelle e guanciale. Questo piatto pu\u00f2 accompagnare la pasta o essere presento nella versione tradizionale in zuppa per meglio assaporare il sughetto se si intinge del pane.<\/p>\n<div id=\"attachment_8732\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8732\" class=\"wp-image-8732 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"893\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana-768x762.jpg 768w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tradizionale-romana-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8732\" class=\"wp-caption-text\">Ph Instagram Jennifer Wilkin Penick @jenniferindc<\/p><\/div>\n<p>La cucina Romana \u00e8 conosciuta soprattutto per i piatti a base di pasta.<\/p>\n<p>I <strong>primi piatti <\/strong>pi\u00f9 conosciuti al mondo vengono definiti la &#8220;<strong>Trinit\u00e0 Romana<\/strong>&#8220;:<strong><em>l\u2019Amatriciana<\/em><\/strong>, la <em><strong>Cacio e Pepe<\/strong> e la <strong>Carbonara<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>La preparazione originale degli spaghetti o <strong>Bucatini all&#8217;Amatriciana<\/strong> (o matriciana come viene spesso pronunciata in dialetto romanesco) prevede l\u2019impiego di listarelle di guanciale soffritti cotte in padella con olio (in alcune varianti con l\u2019aggiunta di cipolla e peperoncino), sfumati con vino bianco secco (Frascati) ed aggiunti i pomodori pelati e portato tutto a cottura. Dopo aver tirato la pasta al dente e ripassata nel sugo viene spolverizzata con pecorino grattugiato al momento. Questa pietanza \u00e8 stata importata dagli amatriciani nella Capitale. Amatrice \u00e8 un piccolo borgo Laziale (un tempo citt\u00e0 abruzzese) sede del <a href=\"https:\/\/www.comune.amatrice.rieti.it\/gastronomia\/\"><em>Polo Agroalimentare<\/em> del <u>Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga<\/u><\/a>, eletta tra i \u201c<em>Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia<\/em>\u201d, purtroppo anche un\u2019area altamente sismica pi\u00f9 volte nel corso della storia le forze della natura si sono accanite con terremoti devastanti, l&#8217;ultimo nel 2016 ha completamente rovinato la parte antica della citt\u00e0. La pasta all\u2019Amatriciana secondo alcuni esperti \u00e8 una variante creativa della <strong>Gricia <\/strong>detta anche <em>Amatriciana Bianca<\/em> ideata dai pastori matriciani che la consumavano abitualmente grazie alla facile reperibilit\u00e0 degli ingredienti fondamentali: il guanciale e il pecorino. Questo piatto sarebbe diventato \u201cmatriciana\u201d solo successivamente, alla fine del diciottesimo secolo con l\u2019aggiunta del pomodoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_8653\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8653\" class=\"wp-image-8653 size-large\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/matriciana-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/matriciana-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/matriciana-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/matriciana-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-8653\" class=\"wp-caption-text\">Amatriciana<\/p><\/div>\n<p>La <strong>Cacio e Pepe<\/strong> \u00e8 un piatto costituito da tre ingredienti ben dosati e mantecati: pasta, cacio e pepe. Il formato di pasta utilizzato sono i &#8220;vermicelli&#8221; a cui viene aggiunto il condimento: una semplice salsa ottenuta con acqua di cottura, pepe e pecorino amalgamati ad arte. La buona riuscita di questo piatto sta nell&#8217;arte della mantecatura.<\/p>\n<div id=\"attachment_8654\" style=\"width: 865px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8654\" class=\"wp-image-8654 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cacio.jpg\" alt=\"\" width=\"855\" height=\"635\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cacio.jpg 855w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cacio-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cacio-768x570.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><p id=\"caption-attachment-8654\" class=\"wp-caption-text\">Cacio e Pepe<\/p><\/div>\n<p>Lo <strong>Spaghetto alla Carbonara<\/strong> \u00e8 un piatto piuttosto recente e semplice da realizzare sono sufficienti: guanciale, uovo di gallina, pecorino, pepe e olio. Per evitare l\u2019effetto frittata: l\u2019uovo non va riscaldato in pentola ma va amalgamato lontano dalla fiamma e il pepe va spolverato in abbondanza &#8230;forse \u00e8 proprio grazie a quest&#8217;ultimo ingrediente che si deve il nome carbonara da <em>\u201ccarbone\u201d<\/em>. L\u2019origine di questo piatto \u00e8 tuttora incerta. Alcuni sostengono che sia una pietanza appenninica ideata dai carbonai (carbonari in dialetto romanesco), o che sia una trasformazione del \u201c<strong>Cacio e Ova<\/strong>\u201d ciociaro. Altri protendono per una ricetta figlia dello sbarco alleato americano, portata nel Lazio dai soldati statunitensi che la realizzavano adoperando il bacon e che i cuochi romani abbiano sostituito questo ingrediente con il guanciale. Un\u2019altra teoria protende per una ricetta sempre esistita, a livello popolare e mai codificata.\u00a0La carbonara resta comunque uno dei capisaldi dell\u2019offerta gastronomica romanesca.<\/p>\n<div id=\"attachment_8738\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8738\" class=\"wp-image-8738 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana-768x597.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8738\" class=\"wp-caption-text\">Ph Instagram @acomernoselmundo<\/p><\/div>\n<p><strong>Spaghetti alla Carrettiera<\/strong> cos\u00ec chiamati perch\u00e9 era il piatto preferito dai carrettieri commercianti che portavano a Roma il vino dai castelli. Si tratta di spaghetti conditi con un sugo fatto di funghi secchi, pomodoro, aglio, prezzemolo e tonno.<\/p>\n<div id=\"attachment_8739\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8739\" class=\"wp-image-8739 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana1.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana1.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana1-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana1-768x616.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8739\" class=\"wp-caption-text\">Ph Instagram @trattoriapennestri<\/p><\/div>\n<p><strong>Gnocchi alla Romana<\/strong><strong>: <\/strong>piatto proposto al gioved\u00ec di ogni settimana (il venerd\u00ec, piatti a base di pesce e la trippa il sabato). Gli gnocchi vengono realizzati con semolino, burro e formaggio ed il tempo di preparazione \u00e8 di circa venti minuti.<\/p>\n<div id=\"attachment_8740\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8740\" class=\"wp-image-8740 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana6.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana6.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana6-300x256.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana6-768x655.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8740\" class=\"wp-caption-text\">Ph instagram Alimentari Pacini @alimentari_pacini<\/p><\/div>\n<p>Purtroppo, per gli amici vegetariani i <strong>Secondi Piatti<\/strong> romaneschi non riescono a soddisfare le loro preferenze alimentari perch\u00e9 fondatati sopratutto sulle bont\u00e0 delle frattaglie di animali da macello, comunemente dette \u201c<strong>quinto quarto<\/strong>\u201d, scarti che solo la fantasia romana \u00e8 riuscita a nobilitare, con straordinaria creativit\u00e0.<br \/>\nDurante la macellazione dopo aver suddiviso gli animali in quattro quarti pregiati che un tempo erano riservati ai padroni benestanti, ci\u00f2 che di commestibile rimaneva era le parti meno pregiato definite <strong>&#8220;quinto quarto&#8221;<\/strong> (interiora, testa, coda e zampette, ecc..).<\/p>\n<p>Da questi tagli, si realizzano piatti semplici e schietti, destinati in passato a sfamare una popolazione che di solito poteva contare su un unico pasto al giorno, che doveva essere nutriente, sanguigno, somministrato generosamente meglio se condiviso in buona compagnia e accompagnato da uno o pi\u00f9 bicchieri di vino. Oggi, l&#8217;impiego di tagli meno pregiati in cucina, sta vivendo un\u2019autentica \u201crinascita\u201d perch\u00e9 danno vita a piatti saporiti, versatili e alla base di preparazioni uniche, oltre che ricchi di proteine nobili, ferro biodisponibile, potassio, e generalmente poveri in grassi.<br \/>\nI primi <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/macello_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\">macelli<\/a>\u00a0costruiti razionalmente con nuovi criteri tecnici e sanitari, sorsero intorno al 1890, da allora si \u00e8 avuta una svolta significativa nel miglioramento dell\u2019igiene delle strade dove in precedenza, sangue e interiora di animali, provocavano esalazioni malsane. In prossimit\u00e0 del quartiere <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Testaccio\"><strong>Testaccio<\/strong><\/a>, dove un tempo sorgevano i primi mattatoi, i lavoranti detti \u201c<em>vaccinari<\/em>\u201d o anche \u201c<em>scortichini<\/em>\u201d erano le persone che svolgevano il lavoro pi\u00f9 faticoso: scuoiare le carcasse degli animali. Le frattaglie venivano consegnate ai lavoranti dei mattatoi insieme alla paga, come parte del compenso. Questi a loro volta consegnavano i resti di animali agli osti e, visti i tempi di cottura piuttosto prolungati, potevano contare di gustarli il giorno seguente. Alcuni di questi piatti, ancora oggi caratterizzano la cucina romanesca come:<\/p>\n<p>la <strong>Coda alla Vaccinara<\/strong>, un piatto povero ma molto saporito che nasce nelle osterie del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regola_(rione_di_Roma)\">Rione Regola<\/a>, dove i vaccinari abitavano. Il piatto consiste nell\u2019utilizzare la coda, il prolungamento della colonna vertebrale, di maiale bue o in alternativa quella di vitello che dopo innumerevoli tentativi di cottura spinta gli osti sono riusciti ad ammorbidire ed insaporire. Questa viene prima fatta rosolare in olio extravergine d\u2019oliva con un classico trito di abbondante sedano, aglio, cipolla e carota. Dopodich\u00e9 viene sfumata con del vino e fatta cuocere per 5-6 ore con salsa di pomodoro e un po\u2019 di cioccolato amaro. Ben poca carne \u00e8 presente tra le vertebre caudali del bovino e solo una cottura lenta e alla giusta temperatura riesce a conferirle morbida consistenza. Il sugo poi \u00e8 un ottimo intingolo in cui immergere fette di pane che di solito accompagnano il piatto.<\/p>\n<div id=\"attachment_8742\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8742\" class=\"wp-image-8742 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana2.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"864\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana2.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana2-300x288.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana2-768x737.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8742\" class=\"wp-caption-text\">Ristorante La Canonica &#8211; Roma Trastevere<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_8741\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8741\" class=\"wp-image-8741 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana5.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana5.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana5-300x263.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana5-768x672.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8741\" class=\"wp-caption-text\">Ph Jarrett Wrisley @wrisjarrett<\/p><\/div>\n<p>La trippa in gastronomia viene consumata fin dall\u2019antichit\u00e0: i Greci la servivano dopo averla cotta a lungo sulla brace. E&#8217; un taglio ricavato dai prestomaci dei bovini, ovini e caprini, ricchissimo di proteine, calcio e fosforo. \u00c8 un alimento molto digeribile e a basso contenuto calorico. Alto invece \u00e8 l\u2019apporto di colesterolo. Dagli osti romani viene anche chiamata \u201ccuffia\u201d. La <strong>Trippa alla Romana<\/strong> viene cotta in umido, aromatizzata con menta romana e spolverata con abbondante pecorino romano. Molte ricette l&#8217;accompagnano alla pasta o la rendono protagonista di minestre e zuppe.<\/p>\n<div id=\"attachment_8743\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8743\" class=\"wp-image-8743 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana4.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"869\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana4.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana4-300x290.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana4-768x742.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8743\" class=\"wp-caption-text\">Ph Ristorante da Francesco @dafrancescoroma<\/p><\/div>\n<p>La <strong>Pajata Laziale<\/strong> ovvero la prima parte dell\u2019intestino tenue di vitello da latte ritenuto pi\u00f9 gustoso poich\u00e9 al suo interno contiene una sostanza ricca e cremosa detta chimo, si prepara alla griglia o alla cacciatora ma \u00e8 comunemente utilizzata con sugo densissimo ottenuto dalla combinazione di olio, odori classici come cipolla, carota, sedano, aglio e peperoncino dove viene aggiunto l\u2019intestino dell\u2019animale tagliato a pezzi e la passata di pomodoro solo dopo aver sfumato con vino bianco secco. Al termine di una lunga cottura, vengono ripassati in padella i rigatoni cotti al dente con l\u2019aggiunta del pecorino romano grattugiato al momento.<br \/>\nPh Ristorante da Francesco @dafrancescoroma<\/p>\n<div id=\"attachment_8744\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8744\" class=\"wp-image-8744 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana3.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana3.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana3-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana3-768x506.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8744\" class=\"wp-caption-text\">Ph La Taverna del Ghetto @latavernadelghetto<\/p><\/div>\n<p>La <em>Coratella<\/em> si intende il complesso di fegato, polmone e cuore di animali di piccola taglia come conigli e agnelli ma anche di animali pi\u00f9 grandi. Nel Lazio la <strong>Coratella d&#8217;Abbacchio con Carciofi<\/strong>, (per abbacchio si intende la carne dell&#8217;agnello quando viene macellato ancora giovane) \u00e8 un piatto dal gusto deciso, ma non eccessivo, dal profumo gradevole e il sughetto di cottura \u00e8 una vera e propria squisitezza infine viene guarnita da foglie di prezzemolo tritate a coltello. Secondo la tradizione questo piatto non pu\u00f2 mancare sulle tavole del pranzo di Pasqua.<br \/>\nPh La Taverna del Ghetto @latavernadelghetto<\/p>\n<p>Un piatto semplice ma protagonista delle grandi occasioni \u00e8 l&#8217;<strong>Abbacchio al Forno alla Romana<\/strong> che si e caratterizzata con l&#8217;aggiunta a fine cottura di acciughe dissalate, deliscate e pestate.<\/p>\n<p>La tenerezza dell\u2019agnello da latte caratterizza le costolette dell\u2019<strong>Abbacchio a &#8220;Scottadito<\/strong>&#8221; (o \u201c\u2026allo Scottadito\u201d). Le costolette vengono cotte sulla brace (il termine scottadito si riferisce, appunto, al rischio di scottarsi rigirando la carne) e proposte nel menu pasquale. Per tradizione questo piatto viene servito molto caldo condito con olio e rosmarino e consumato senza utilizzare le posate ed al termine \u00e8 d\u2019obbligo leccarsi le dita.<\/p>\n<p>Un cavallo di battaglia della cucina romanesca sono i <strong>Saltimbocca alla Romana<\/strong>, fettina di vitello con prosciutto crudo e salvia arrotolate e cotte nel burro e vino bianco. L\u2019origine di questo piatto \u00e8 velata di mistero ma nella gastronomia romana sono conosciuti gi\u00e0 dalla fine dell\u2019ottocento.<\/p>\n<p>La <strong>Vitella alla Fornara<\/strong> \u00e8 un piatto preparato con la punta di petto di vitella tagliata in striscioline (ma senza andare fino in fondo), lasciata a marinare per almeno un&#8217;ora con aglio, olio d&#8217;oliva, rosmarino, salvia, pepe e sale poi viene cotta in forno preriscaldato per un&#8217;ora a 180\/200\u00b0. Durante la cottura inumidire di tanto in tanto con il suo fondo e un mezzo bicchiere di vino bianco, servirla ancora ben calda.<\/p>\n<p>I piatti frutto dell&#8217;ingegno della cucina popolare romana sfruttava al massimo un pezzo di carne come il muscolo per ottenere due piatti nutrienti come il <strong>Lesso alla Picchiap\u00f2<\/strong> che nasce dall\u2019 esigenza di riutilizzare la carne impiegata per la preparazione del brodo sfibrata, asciutta e quasi senza sapore dopo la lunga cottura e il nutriente <strong>Brodo<\/strong> di cottura servito nei giorni freddi. Innanzi tutto \u201cIl lesso\u201d \u00e8 ottenuto immergendo in acqua fredda il muscolo di manzo con un osso (di solito il ginocchio), sottoposto ad una lunga cottura con gli odori classici. Dopo aver ottenuto un profumato e saporito brodo, la carne viene riciclata tagliata a pezzi, \u201cpicchiettata\u201d (qui, Picchiap\u00f2) e resa appetitosa dopo averla ripassata in una salsa di cipolle stufate con il pomodoro, patate bollite e pane casereccio.<\/p>\n<p>Il <strong>Pollo con Peperoni<\/strong> \u00e8 un tipico piatto della cucina tradizionale popolare, servito in particolare a Ferragosto e unisce il sapore delicato del pollo, all\u2019 aroma ricco del peperone che di solito viene cucinato a parte e unito alla carne bianca solo dopo la cottura.<\/p>\n<p>La <strong>Zuppa di Crostacei<\/strong> segue lo stesso discorso del \u201cquinto quarto\u201d delle carni, \u00e8 un piatto dalle origini povere realizzato esclusivamente con le parti del pesce rimaste invendute o di scarso valore.<\/p>\n<p>Tra i prodotti da forno conosciamo la <strong>Pinsa Romana<\/strong> un\u2019eccellenza che viene controllata e tutelata dall\u2019 \u201c<a href=\"http:\/\/www.pinsaromana.org\/associazione-originale-pinsa-romana\/\">Associazione Originale Pinsa Romana<\/a>\u201d nata proprio con il compito di tutelare e far rispettare la qualit\u00e0 di questo prodotto ottenuto dall\u2019 impasto di acqua fredda, farina di frumento, soia, riso, sale, olio, lievito madre essiccato. L&#8217;impasto viene sottoposto a lunghissima lievitazione.<\/p>\n<p>Un altro prodotto da forno tipico laziale da segnalare \u00e8 la <strong>Scrocchiarella Romana<\/strong> una pizza bianca chiamata anche \u201cfocaccia\u201d molto leggera e croccante, utilizzato come antipasto o come stuzzichino prima delle portate principali.<\/p>\n<p>Le <strong>Coppiette Romane <\/strong>sono stuzzicanti striscioline di carne di maiale tagliate, condite con sale, spezie naturali e stagionate per circa due mesi offerte come antipasto e nate nel territorio della Ciociaria. Il gusto \u00e8 leggermente piccante e in passato erano utilizzati come \u201csnack proteico\u201d durante i lunghi spostamenti.<\/p>\n<p>La <strong>Porchetta di Ariccia<\/strong> \u00e8 tipica dei Castelli Romani e per sua preparazione viene disossato un maiale intero, condito con spezie, rilegato da spaghi e cotto per 4 ore. Al temine viene tagliato in a fettine molto sottili e servito caldo oppure utilizzato, per farcire panini nello steet food.<\/p>\n<p>Il <strong>Suppl\u00ec<\/strong> \u00e8 una polpetta fritta di forma allungata con una panatura esterna croccante e compatta e al suo interno \u00e8 realizzata con riso bollito condito con sugo rosso di carne e mozzarella. Il buffo nome probabilmente \u00e8 dato dalla mozzarelle, presente all\u2019interno, che fila e si allunga quando viene spezzato a met\u00e0, proprio come un vecchio filo del telefono fisso. E\u2019 un prodotto presente nelle friggitorie romane o servite come antipasto. Non va confuso con l\u2019arancino siciliano.<\/p>\n<p>I piatti proposti possono essere piacevolmente accompagnati dall\u2019 immancabile <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frascati_(vino)\">Frascati<\/a> Doc e Docg, proveniente dai vigneti della zona dei Castelli Romani.<\/p>\n<p>Alcune proposte DOLCI imperdibili se si \u00e8 a Roma sono il <strong>Maritozzo<\/strong> (talvolta con uvetta) mangiato per lo pi\u00f9 a colazione e volendo si pu\u00f2 farcire con della freschissima panna montata.<\/p>\n<div id=\"attachment_8751\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8751\" class=\"wp-image-8751 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana8.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana8.jpg 900w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana8-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cucina-tipica-romana8-768x445.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><p id=\"caption-attachment-8751\" class=\"wp-caption-text\">foto di @martylukk<\/p><\/div>\n<p>Il <strong>Pangiallo<\/strong> (o pancialle) un dolce tipico Laziale che ricorda la forma del sole, di solito preparato il giorno del Solstizio d\u2019Inverno come buon auspicio del ritorno alle lunghe giornate di sole. Questo dolce \u00e8 a base di Miele, Frutta secca, Pinoli, Cedro candito e Cioccolato Fondente (in pezzetti) per la copertura gialla:olio EVO, zafferano e farina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8707 size-full\" src=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/pangiallo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/pangiallo.jpg 800w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/pangiallo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.3bonmenu.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/pangiallo-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>La <strong>Pizza Cresciuta<\/strong> \u00e8 soffice all\u2019interno e pi\u00f9 dura all\u2019esterno, si mangia \u00a0la mattina del giorno di Pasqua accompagnata dal tipico <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Variet%C3%A0_di_salame\">salame<\/a>\u00a0 &#8220;La Corallina&#8221; (origine umbra, molto utilizzato nella Capitale) unitamente a uova sode e cioccolata calda.<\/p>\n<p>La <strong>Grattachecca Romana<\/strong> \u00e8 una bibita ideale nelle caldi estate romane \u00e8 a base di ghiaccio tritato unito a succo di frutta o sciroppo. Il nome deriva da \u201cgrattare\u201d la \u201cchecca\u201d come venivano chiamati i grossi blocchi di ghiaccio utilizzati per conservare gli alimenti.<\/p>\n<p><strong>Roma \u201ccitt\u00e0 eterna\u201d<\/strong> grande e moderna metropoli centro spirituale e politico di tutto il mondo per il suo museo a cielo aperto che narra la storia, la cultura, l&#8217;arte e archeologia, risulta essere una delle location pi\u00f9 visitate al mondo. Roma ospita tutte le principali istituzioni della nazione oltre che delegazioni diplomatiche e organizzazioni internazionali come la FAO e il WFP. Ha nella sua storia l&#8217;incontro e lo scontro con le pi\u00f9 importanti civilt\u00e0. E&#8217; la prima metropoli dell&#8217;umanit\u00e0, cuore pulsante del sapere, sapore e della convivialit\u00e0. Dalle fonti conosciamo pasti frugali e cene imperiali che nel tempo hanno lasciato spazio al rinnovamento gastronomico con l&#8217;affermazione di <strong>ricette romane popolari in tutto il mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il panorama eno-gastronomico della <strong>CUCINA tradizionale ROMANA<\/strong> lascia uno spiraglio alla cucina romana moderna che ingentilisce i sapori autentici delle tradizioni. Forniamo alcuni suggerimenti, per conoscere la cucina romana attraverso chef premiati che contribuiscono ad innalzare il livello qualitativo, mostrando attenzione ai dettagli, nel rispetto della materia prima: <strong><a href=\"https:\/\/www.3bonmenu.com\/migliori\/roma.html\">Migliori ristoranti Roma<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stai progettando un viaggio nella splendida Roma per scoprire il patrimonio storico, artistico e gastronomico-culturale della Citt\u00e0 Eterna? \u2026anticipiamo che \u00e8 impossibile visitare &#8220;La Grande Bellezza&#8221; e resistere alle succulente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8662,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[255,257],"tags":[],"class_list":["post-8639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cucina-tradizionale","category-roma"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - 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